SUGHERO: LE TANTE VIRTÚ DI UN MATERIALE INCREDIBILE
La quercia da sughero ha la particolarità estremamente interessante di ricoprirsi
di una doppia corteccia composta da un tessuto cellulare formato da milioni
di cavità alveolate e resinose che si stratificano lentamente di anno in
anno. Questo tessuto è morbido, spugnoso e perfettamente impermeabile;
tuttavia non sarebbe utilizzabile commercialmente se non avesse un'altra peculiarità:
si comporta come un frutto. E possibile infatti asportarla dal tronco e
dai rami piu grossi senza causare danni alla pianta madre che puo continuare
a vivere oltre 150 anni (esistono esemplari di 1000 anni). La quercia da sughero
non alligna ovunque. In tutto il mondo il sughero nasce solo qui. Essa
predilige il clima mediterraneo e i terreni ricchi di potassa. Tali condizioni
ambientali sono precisamente quelli di una ristretta fascia del bacino
mediterraneo.
ESTRAZIONE
Si può procedere alla prima raccolta del sughero, la demaschiatura, dopo circa
15-30 anni di vita della quercia.
Da questa prima raccolta si ottiene il sugherone (sughero maschio o vergine)
la cui caratteristica corteccia rugosa è adatta soprattutto ad essere macinata
per ricavarne granulato di sughero da impiegarsi in edilizia come isolante
termo acustico, sia allo stato sfuso, sia agglomerato in pannelli.
Dopo la prima decortica e per tutte le altre successive, la quercia da
sughero impiega 8- 10 anni per rigenerare la corteccia, producendo sughero
femmina o gentile, che si presenta liscio, compatto, leggero, elastico ed
impermeabile, molto piu adatto alle lavorazioni. II materiale risultante è
inerte, composto da 30-50 milioni per centimetro cubo di cellule chiuse, sature
d'aria, con una parete cellulare impregnata di suberina (resina naturale del
sughero) e contenente quantità elevate di tannino.
COMPOSIZIONE
Dal punto di vista istologico, il sughero è costituito da cellule morte, vale a dire da cellule che non sono più propriamente che spazi o cavità cellulari aventi forma quadrato-arrotondata e disposte in file o serie pressoché regolari. Le loro membrane sono sottili, di colore giallo pallido, e aderiscono, intimamente fra loro senza lasciare alcuno spazio intercellulare. Sono inoltre del tutto sprovviste di perforature (canalicoli fra cellula e cellula) e sono suberificate.
La suberificazione interessa soprattutto lo strato secondario di ispessimento della membrana: numerose lamelle di suberina, sottili e impermeabili all'acqua, vengono sovrapposte alle lamelle non suberificate della membrana
La suberina, che appartiene alle sostanze organiche conosciute più resistenti, è un estere altamente polimerizzato di acidi e ossiacidi grassi saturi e insaturi, tra i primi ad esempio l'acido fellonico, l'acido suberinico e acidi simili ad elevato peso molecolare a struttura chimica non ben definita.
Nei tessuti suberificati sono stati riscontrati: cere, grassi, sostanze tanniche; inoltre: proteine zuccheri e vanilina; non sono estranei poi la cellulosa e la glicerina.
Spesso con la suberina sono presenti anche porzioni con membrana lignificata, ma gli studi recenti tendono a dimostrare che il legame fra suberina e membrana avviene tramite la cellulosa.
PROPRIETÀ
Le cellule del sughero sono, come detto, del tutto vuote o, per meglio dire, racchiudono nel loro interno una minima quantità di materiale bruno amorfo (residui del protoplasto) e una grande quantità d'aria o, secondo Saccardy, di gas, che difficilmente viene scacciata a causa della citata impermeabilità delle pareti e della mancanza su di esse di qualsiasi perforazione. Fra le cellule sugherose non ha quindi luogo alcuno scambio di liquidi.
Per i detti motivi, gli strati di sughero costituiscono delle barriere del tutto impenetrabili sia all'acqua che ai gas.
Da queste particolari proprietà fisiche delle membrane cellulari dipendono le principali caratteristiche del materiale sugheroso, vale a dire la grande leggerezza, l'assoluta impermeabilità ai liquidi ed ai gas, l'ottima coibenza.
Per il fatto poi che le membrane suberificate si conservano, nella generalità dei casi, sottili, i complessi di cellule suberificate godono di proprietà in certo modo opposte a quelle dei complessi di cellule ispessite, sono cioè dotati di morbidezza e di facile deformabilità.
Poiché la suberina appartiene alle sostanze organiche conosciute più resistenti, il sughero è assai resistente e di difficile attacco da parte degli enzimi secreti dai parassiti.
Il sughero è attraversato radialmente in tutto il suo spessore da lenticelle, che appaiono come canali pieni di polvere bruno scura formata da cellule morte, attraverso i quali può aver luogo sulla pianta lo scambio gassoso fra i tessuti interni del fusto e l'aria circostante, ma appunto perché normali all'asse della plancia, esse non hanno alcuna importanza ai fini della trasformazione della materia prima in turacciolo e del successivo impiego di questi nella chiusura dei contenitori.
Un'altra importantissima caratteristica del sughero che va attribuita, oltre che alla natura fisico-chimica, alla particolare struttura istologica (struttura cellulare) della materia prima, è quella di avere il " fattore rapporto " o " coefficiente di Poisson" uguale a zero. Il sughero cioè, se sottoposto a compressione, si accorcia senza che le sue dimensioni trasversali varino.
Il sughero, infine, è una sostanza perfettamente elastica, perché le deformazioni provocate dalle forze applicate su di esso spariscono al cessare delle forze stesse.
Quest'ultima importantissima proprietà del sughero, quindi la forza di espansione di esso contro la parete interna rigida del contenitore, spiega la perfetta aderenza di tale sostanza alla parete interna, anche se non regolare del collo della bottiglia; aderenza aumentata notevolmente dall'azione di ventosa esercitata sulla parete stessa dalle cavità delle cellule superficiali del sughero spezzate all'atto della trasformazione di questo in turacciolo e svuotatesi dell'aria durante la tappatura del recipiente.
RESISTENZA AL FUOCO
Contrariamente a molti materiali isolanti chimico-sintetici il sughero non emana
alcun gas tossico in caso d'incendio, non si scioglie e non cola. La classificazione
dei sughero varia a seconda dei regolamenti dei vari Paesi.
IN SVIZZERA
Il sughero è classificato come "difficilmente infiammabile (classe d'incendio B 2)".
Secondo il Laboratorio Federale (EMPA) l'indice di combustione (l.C.) di un pannello di LISOLITE (4 cm) è risultato (cert. n. 174.222 del 4-1-84):
- IV materiale semicombustibile
- 3 mat. con minima intensità di fumo denso
IN FRANCIA
Secondo le norme PV CSTB n. 7611298 il sughero è classificato nel grado M1 quando
ricoperto con intonaco. Secondo il "Sicurezza contro l'incendio" (
Decreto 57 1161 del 17-10-57) è classificato come materiale difficilmente infiammabile.
In esperimenti fatti nei "Laboratori della POLIZIA FRANCESE - Standard direttivi'
sono arrivati a queste conclusioni:
- emissione di cianuri nulla (metodo calorimetro)
- emissione di cloruri nulla (metodo Chapentier-Volhard)
Il sughero NON EMETTE monossido di carbonio (0,65%) né anidride carbonica (2,3%).
IN ITALIA
Certificato n. 336 dei 29-12-78 (Ist. Giordano) Prova al fuoco secondo normativa ASTM. Secondo queste modalità di prova - D 1692.68 - Il pannello di sughero sottoposto alla prova del fuoco, è stato classificato in SE (1669 mm - 24,8 sec.) come MATERIALE AUTOESTINGUENTE
Certificato n. 25334 dei 7-3-89 (Ist. Giordano). Prova di reazione al fuoco - DM 26-6-84 e 14-1-85. In base ai risultati ottenuti nel corso della prova, al pannello di sughero (prodotto con proc. normale) viene attribuita la CLASSE DUE
Certificato n. 25334 dei 7-3-89 (Ist.Giordano). Prova di reazione al fuoco - DM 26-6-84 e 14-1-85 In base ai risultati ottenuti nel corso della prova, al pannello di sughero (prodotto con proced. intumesc.) viene attribuita la CLASSE UNO
I rasanti K12 (mono), X200 a X100
consentono un comportamento al fuoco
in classe 0 o in classe A secondo
direttive EEC96-603
Ma al di sopra di una mera classifica sul livello UNO o DUE di qualificazione ci sembra più realistico porre l'attenzione su un problema più inquietante:
L'OPACITA' E LA TOSSICITA' DEI FUMI DI COMBUSTIONE NEI CASI DI INCENDIO
L'opacità dei fumi costituisce un pericolo perché impedisce o rende difficile trovare la via per uscire dai locali colpiti da incendio.
L'emissione di gas tossici e corrosivi ci dice che anche quando non uccidono immediatamente, disabilitano l'uomo con difficoltà di respirazione, paralisi nei movimenti, convulsioni.
Non è certo per fare dei terrorismo ecologico a buon mercato o demonizzare questo o quel prodotto, ma alla luce di quanto è sempre accaduto nel passato sappiamo che sono i prodotti della combustione (FUMI-GAS-VAPORI) e non le fiamme od il calore ad uccidere velocemente senza possibilità di scampo. Pertanto deve essere posta una particolare attenzione non solo alla scelta dei materiali di finitura e di arredo, ma anche ai materiali correlati con la costruzione dell'edificio (anche non in vista) ISOLANTI COMPRESI.
USO
Fino a non molto tempo fa il sughero aveva trovato la sua maggiore applicazione nella fabbricazione dei turaccioli, ma attualmente esso viene largamente adoperato anche nell'isolamento termico e acustico e come materiale antivibratile e anticondensa.
Esso è inoltre impiegato, nella fabbricazione del linoleum, dei dischi per tappi-corona, delle mattonelle per pavimento e per rivestimento, delle guarnizioni per macchine e motori, delle solette e zeppe per calzature, dei frontali per cappelli, dei caschi coloniali, dei galleggianti, dei bocchini per sigari e sigarette, delle carte da visita e per calendari, dei granulati per imballaggio di frutta, di uova, di fiori freschi, ed in numerose altre applicazioni
Recentemente il sughero ha trovato impiego, sotto forma di pani di agglomerati di polvere, nella preparazione di plastici per la progettazione di edifici o di insediamenti umani da parte di ingegneri ed architetti e, sotto forma di agglomerati bianchi ed espansi, nella fabbricazione di sandwich con pannelli truciolari di legno.
Per l'avvenire si prevede di poter utilizzare il sughero anche per l'estrazione di acidi grassi e di cere ad alto punto di fusione, molto richiesti dall'industria.
Il sughero è quindi una materia prima preziosa, per molti usi insostituibile, che non teme affatto i succedanei (sostanze plastiche, polistirene, poliuretano, resine fenoliche, foarmglas, lana di vetro, ecc.) perché questi, affacciatisi da qualche lustro, sul mercato internazionale, non sono dei concorrenti, ma dei semplici ausiliari chiamati a colmare l'enorme deficienza di sughero sul mercato mondiale, nonostante le loro inferiori prestazioni, offerte sia pure a un prezzo generalmente minore.
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